Pubblica ammenda

L’altro giorno, mentre scrivevo questo post e, in seguito, discutevo animatamente con il mio australian marito sull’esagerato intervento dello Stato riguardo l’uso obbligatorio dei caschi  in bicicletta, dall’altra parte del mondo, la mia mamma pedalava pian piano verso casa.

La mia mamma non e’ una ciclista e usa la bici come la userei io, se non dovessi mettere il casco. Piccoli giri nel quartiere, lenti e tranquilli, una pedalata dopo l’altra senza mai cambiar marcia, pensando a cosa cucinare per cena.

Inforca la rotonda che la condurrà direttamente nel cancello di casa ma, un’autista distratta e con il sole negli occhi non si ferma a darle la precedenza e la povera mamma finisce in ospedale con trauma cranico e due costole rotte. Avesse avuto il casco se la sarebbe cavata con un paio di costole rotte e, possibilmente, meno paura.

Ebbene si, ho sbagliato. Prima di tutto ho dovuto dire a Nigel che ha ragione…i caschi sono importanti ed e’ una scelta responsabile dello stato imporli ai suoi cittadini. Mi e’ costato parecchio ma l’ho fatto! E poi ho pensato di informarvi, anche se mi costa fatica, ma penso sia giusto fare una specie di pubblica ammenda.

Nanny State? Yes, please 😉

 

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Nanny state – Stato tata

In Australia si vive bene. La vita e’ tranquilla, ci si sente sicuri e c’e’ spazio per tutti. Questo e’ risaputo. Ma forse non tutti sanno che parte di questa sicurezza e tranquillità ci viene “imposta” con una serie di regole e regolamenti, leggi e divieti che a volte hanno davvero dell’esagerato e, in alcuni casi, del ridicolo!

E’ opera del “Nanny State”, lo “Stato Tata”, che si prende cura dei suoi cittadini come fossero bambini irresponsabili, avvolgendoli nella bambagia e proteggendoli contro ogni pericolo, attuale o eventuale.

L’Australia e’ l’unico paese, insieme alla Nuova Zelanda, in cui e’ obbligatorio mettere il casco per andare in bicicletta. Anche solo per andare nel negozio in fondo alla strada, con la mia biciclettina da città, con la spesa nel cestino e velocità di poco superiore alla camminata, devo mettermi il casco. Da buona italiana ho provato a ignorare la legge. Fermata dalla polizia e rimproverata per la mia irresponsabilità! Le mie figlie mi avevano già sgridato e mi hanno detto che me lo meritavo. Niente multa per questa volta, ma la prossima volta $57!

Per questo il servizio di Bike Sharing in uso in tutte le città europee e’ fallito a Melbourne. Non molti turisti viaggiano con il casco nella valigia!

Pedoni: marciapiede chiuso, usare l'altro marciapiede

Pedoni: marciapiede chiuso, usare l’altro marciapiede

Da un paio di giorni stanno sostituendo le tubature del gas nella nostra via. Questa mattina il marciapiede davanti a casa era chiuso per questi lavori e un segnale suggeriva ai pedoni di usare il marciapiede dall’altra parte della strada. Io dovevo fare circa 50 metri, la strada e’ molto tranquilla e ho pensato di non attraversare ma passare al lato del marciapiede. C’erano ben due persone incaricate a fermare i pedoni “ribelli”! Una signora in divisa e’ venuta gentilmente a dirmi che dovevo passare sull’altro marciapiede e poi attraversare al semaforo! Nel caso non mi fosse ancora chiaro il concetto, al semaforo c’era un altro lavorante pronto a dirigermi sulla retta via! Tornata a casa ho raccontato a mia figlia che mi ha guardato stupita e mi ha detto: Ma se quella e’ la regola!

Ha ragione ed e’ proprio qui che io, dopo anni di vita a Melbourne, mi sento ancora un pesce fuor d’acqua. Perché le regole sono fatte per essere infrante…o no?

No, qui no. Le regole sono seguite ed e’ forse anche per questo che l’Australia rimane per tanti un paese di sogno. Ma a volte mi dico se in questo modo i cittadini/bambini impareranno mai a prendersi le proprie responsabilità? Se lo stato decide continuamente cosa e’ meglio per noi quando avremo la possibilità di fare quegli errori che aiutano a crescere?

 

 

Passeggiate nostalgiche / Nostalgic walks

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Una delle cose che amo di più del vivere lontano e’ passeggiare ed osservare tutte quelle cose che se vivessi sul posto probabilmente ignorerei. Così durante il mio soggiorno ho passeggiato, assaporato, fotografato e riscoperto piccoli angoli. Palme, serre, pietre … Continue reading